Nel periodo che va dalla fine degli anni settanta alla metà degli anni ottanta in Giappone è nato uno stile musicale pop unico, dimenticato dalle generazioni successive per poi essere riesumato grazie alla diffusione musicale sul web nei primi anni del 2010. Questo genere è oggi definito City Pop.

Se volete la playlist andate qui e scegliete City Pop Best Of.

Lista migliori canzoni (secondo me)

    L’inizio della City Pop

    Nato insieme al genere pop delle prime idol come Seiko Matsuda ed Akina Nakamori, il City Pop aveva la particolarità di essere decisamente innovativo. Si distanziava dallo stile tradizionale giapponese, mixando invece vari generi occidentali e sfruttando le nuove sonorità elettroniche di inizio anni ottanta. Le sensazioni che ne uscivano erano un blend tra la melanconia e l’energia, trasmettendo atmosfere urbane e sentimenti nostalgici.
    Questo si rifletteva anche nei titoli che facevano spesso riferimento a città e luoghi metropolitani, tramonti e notti.

    Il gruppo che si considera abbia dato inizio ad un primordiale City Pop sono i Sugar Babe a metà anni settanta, composti da vari artisti tra i quali Tatsuro Yamashita, poi diventato e considerato il King del City Pop, e Taeko Ohnuki, un pilastro femminile del genere.

    Hanno pubblicato solo un album, Songs, di cui Downtown (che potete ascoltare nella versione live di seguito) è il brano più famoso e di conseguenza il brano padre del City Pop.

    Downtown (1975) – Sugar Babe

    la versione è live perché su youtube quella originale viene bloccata per copyright

    La distinzione tra City Pop per giapponesi e City Pop per stranieri

    Negli anni successivi al debutto e scioglimento dei Sugar Babe il genere inizia a prendere piede tramite anche altre influenze, e numerosi artisti che poi se ne distanzieranno, come anche idol, ci si avvicinano per un periodo limitato di tempo.

    E’ qui che però nasce la distinzione tra il City Pop che fu ed è amato dai giapponesi e rimasto nell’immaginario comune ed il City Pop dimenticato e poi riesumato dall’internet e dall’occidente.

    Brani tuttora famosissimi tra i giapponesi come Ruby No Yubiwa (1981) di Akira Terao, o Futari no Natsu Monogatari (1985) di Kiyotaka Sugiyama sono considerati City Pop, ma dagli amanti occidentali del genere vengono quasi ignorati.
    Li metto di seguito: ascoltateli. Son sicuro che come canzoni vi piaceranno, ma non vi daranno quelle sensazioni uniche e nostalgiche che appartengono ai brani che invece metterò più avanti, ossia i simboli del vero (diciamo così) City Pop.

    Ruby No Yubiwa (1981) – Akira Terao

    Futari no Natsu Monogatari (1985) – Kiyotaka Sugiyama

    I due brani che danno il via al genere

    Tornando al City Pop che ci piace (a noi occidentali), quello che non è invecchiato ma sembra ringiovanire sempre di più, bisogna cronologicamente citare l’artista, donna, che con due brani ha scritto la storia.
    E’ proprio Taeko Ohnuki, la stessa di prima, membro dei Sugar Babe.

    Nel 1977 incide infatti Tokai, che in giapponese significa città/zona urbana, e nel 1978 4:00 am. Entrambi brani fantastici, il primo morbido e delicato, il secondo invece un viaggio sonoro spettacolare.

    Tokai (1977) – Taeko Ohnuki

    4:00 am (1978) – Taeko Ohnuki

    La nascita della prima canzone simbolo

    Un anno dopo l’uscita di 4:00 di Taeko Ohnuki, nasce uno dei due brani simbolo del City Pop.
    E’ proprio Stay with Me di Miki Matsubara, che nel 1979 canta una canzone che all’epoca passò praticamente inosservata in Giappone, un po’ come lei stessa come cantante.
    Oggi, invece, viene ripetuta no stop. Non se lo sarebbe mai aspettato.

    Stay With Me (1979) – Miki Matsubara

    Il King del City Pop

    Se c’è una cosa per cui nessuno può nutrire alcun dubbio è che il Re del genere sia Tatsuro Yamashita. E’ unico perché le sue canzoni sono amate dai giapponesi tanto quanto dagli stranieri.
    Anche lui viene dai Sugar Babe, come citato prima, ed il suo stile e la sua voce sono praticamente il City Pop stesso. Ha composto innumerevoli canzoni, che hanno proiettato il genere fino ad oggi, ma è nel 1980 che pubblica la prima delle sue due più iconiche, ossia Ride on Time. Due anni dopo è il momento anche di Sparkle, un altro pezzo fantastico.

    Ride on Time (1980) – Tatsuro Yamashita

    questa canzone viene continuamente bloccata su youtube, la riaggiorno ogni tanto

    https://www.youtube.com/watch?v=uMesWFn1plQ

    Sparkle (1982) – Tatsuro Yamashita

    questa canzone viene continuamente bloccata su youtube, la riaggiorno ogni tanto

    Il diamante ancora sconosciuto del City Pop

    Mai Yamane è una cantante praticamente sconosciuta. Oltre ad aver collaborato con la celebre Yoko Kanno per Cowboy BeBop, ha inciso Tasogare, una canzone profondamente superlativa. E’ praticamente l’unica per cui è ricordata, e forse la gemma preziosa meno conosciuta della City Pop.

    Tasogare (1980) – Mai Yamane

    Un esempio di meteora City Pop scomparsa dopo la hit

    Un po’ nello stile di Stay with Me e di Miki Matsubara, c’è stata un’altra cantante che ha esordito con una delle canzoni più fantastiche della City Pop, per poi andare ad appassirsi e scomparire negli anni successivi.
    E’ Yasuha con l’incredibile Flyday Chinatown. Fortunatamente lei è tornata a cantare ed incidere proprio con la riscoperta del genere 15 anni fa, a differenza di Miki Matsubara che con la sua triste morte prematura non ha potuto gioire in vita del suo successo.

    Flyday Chinatown (1981) – Yasuha

    La cantante che incarna la differenza tra pop classico e city pop

    Nel 1981 la cantante Junko Ohashi pubblica un bellissimo album: Tea for Tears. E’ fortemente City Pop, con influenze di vari stili musicali occidentali.
    Telephone Number è tra i brani, e questa è diventata la canzone che la rappresenta nel genere. Ma quale è l’unicità della Ohashi? A differenza della maggior parte degli altri artisti, lei aveva già una carriera musicale prima di affacciarsi al City Pop: è infatti nata nel 1950. E’ interessante notare la completa differenza di stile della hit Telephone Number con un’altra bellissima canzone di soli 3 anni prima, questa volta in netto stile pop giapponese classico anni settanta: Tasogare My Love. Ve la metto di seguito.

    Telephone Number (1981) – Junko Ohashi

    Prima del City Pop: Tasogare My Love (1978) – Junko Ohashi

    1983: l’anno del picco

    Il 1983 è un anno eccezionale per la City Pop. Le cantanti Junko Yagami, Tomoko Aran e Yurie Kokubu incidono i loro brani più amati del genere: rispettivamente Tasogare no Bay City, Midnight Pretenders e Just a Joke.

    Tasogare no Bay City (1983) – Junko Yagami

    Midnight Pretenders (1983) – Tomoko Aran

    Just a Joke (1983) – Yurie Kokubu

    La grande vera rivelazione dell’83.

    Raggiunge il picco anche Anri, una cantante che rispetto alle precedenti è rimasta sempre in attività e decisamente conosciuta dal giapponese medio. Lei rappresenta la voglia di conoscere l’occidente, andò infatti negli Stati Uniti (dove negli anni ha collaborato con artisti stranieri), e questo le regalò l’autenticità che le permise di impersonare l’equazione Giappone + Occidente = City Pop.

    Dopo aver deliziato il pubblico con perle come Last Summer Whisper, tornando al 1983, Anri, che era già da un anno in collaborazione con Toshiki Kadomatsu lavorando con il genere, pubblica Timely!!, l’album City Pop più completo e rappresentativo a mani basse. Trallaltro molte delle hit di questo disco come I cant stop the loneliness sono famosissime tra i giapponesi. Insieme a Remember Summer Days ne elenco due, ma ogni pezzo di Timely!! è stupendo (es. Shyness Boy e Driving my Love).

    Importante ricordare come nello stesso anno, prima di Timely!!, pubblicò anche Bi Ki Ni, gran disco specialmente per le hits Lady Sunshine e Good Bye Boogie Dance.

    I cant stop the loneliness (1983) – Anri

    Remember Summer Days (1983) – Anri

    Timely!! (album completo 1983) – Anri

    L’altro uomo della City Pop

    Oltre a Tatsuro Yamashita c’è anche un’altra personalità importantissima nel genere. E’ l’eterno Toshiki Kadomatsu, che oltre a lavorare per sè è stato il compositore e paroliere di quasi tutti i brani di Timely!! della sovracitata Anri (tranne di I cant stop the loneliness).

    Il suo brano forse più rappresentativo della City Pop è Airport Lady.

    Airport Lady (1984) – Toshiki Kadomatsu

    Verso la fine dell’era City Pop il brano e la cantante che hanno dato inizio a tutto

    E’ ironico come il brano che ha dato inizio alla riesumazione della City Pop sia stato pubblicato praticamente verso la fine dello stesso genere.

    Stiamo parlando di Plastic Love di Mariya Takeuchi, e nulla si deve aggiungere.
    Mariya, moglie proprio di Tatsuro Yamashita, non è stata mai molto popolare tra i giapponesi, ma per il genere ha regalato molto.
    Nel 1986 ad esempio ha infatti scritto Oh No, Oh Yes per la famosissima Akina Nakamori, pezzo che nonostante avesse chiaramente uno stile City Pop non è stato interpretato dalla stessa in quel modo (la Nakamori è stata una cantante fantastica, rimasta però molto attaccata allo stile pop giapponese più classico). L’anno dopo quindi Mariya Takeuchi decide di inciderlo lei stessa, migliorando il pezzo e inserendolo istantaneamente tra le sue migliori hits.

    Plastic Love (1985) – Mariya Takeuchi

    purtroppo il brano viene spesso bloccato da youtube

    Oh No Oh yes (1987) – Mariya Takeuchi

    anche questo brano viene spesso bloccato

    https://www.youtube.com/watch?v=G1JGdLHQPNc

    Il sipario cala con un pezzo praticamente sconosciuto

    Come ultimo brano rappresentante della City Pop inserisco Sunset Road, di Reiko Takahashi, una cantante totalmente sconosciuta di cui si trova pochissimo. Ha pubblicato solo due singoli e poi si è ritirata dalle scene.
    Il pezzo ingloba però al 100% l’essenza del genere, e personalmente, mi piace molto.

    Sunset Road (1987) – Reiko Takahashi

    Altri brani che bisogna doverosamente citare

    Nella lista citata in questo percorso mancano delle gemme non meno importanti ma che soggettivamente non ho considerato indispensabili nella spiegazione dell’evoluzione cronologica del genere.

    Vibes spettacolari da una fantastica band

    Innanzitutto Sky Restaurant degli Hi-fi Set. E’ un brano del 1977 che si accosta un po’ alle vibes di Tokai della Ohnuki, ma in maniera più complessa e ricercata. L’atmosfera che si crea grazie alle morbida voce, i cori, i fiati e il leggero accenno funk è qualcosa di estremamente unico.

    Sky Restaurant (1977) – Hi-Fi Set

    Un altro esempio di toccata e fuga

    Non scordiamoci di un’altra meteora: Takako Mamiya. Anche lei scomparsa dopo un solo album nell’82: ossia Love Trip. Io inserisco la canzone che mi ha colpito di più, ossia Mayonaka no Joke, un brano capace di mixare una linea musicale pregna di dolcezza a momenti frizzanti che ci stanno a pennello.

    Mayonaka no Joke (1982) – Takako Mamiya

    La voce prestata al genio.

    Nel 1980 esce un brano: Dream in the street di una cantante, Noriyo Ikeda, anche questa di cui non si sa praticamente nulla. L’unica cosa certa è che il pezzo è stato creato dal King Tatsuro Yamashita. E si sente.

    Dream in the street (1980) – Noriyo Ikeda

    Colei che ha risvegliato per un attimo il genere dopo anni

    Sto parlando di Cindy, una cantante che a metà degli anni 80 mise la voce per alcuni brani, ma fu solo nel 1990, quando ormai il city pop era terminato, che incise un brano che riuscì a ridare vita per un attimo al genere. E’ watashitachi wo shinjiteite.

    Watashitachi wo Shinjiteite (1990) – Cindy


    Il contributo City Pop di un artista poledrico

    Eiichi Ohtaki ha pubblicato un fantastico album nel 1981: A Long Vacation. Questo disco, oltre ad aver spopolato in patria, lo ha reso famoso in occidente, tanto da venire anche acclamato come uno dei migliori album giapponesi di sempre. E’ inoltre famoso per la collaborazione con Hiroshi Nagai, artista giapponese che ne disegnò la copertina, sia dell’album che di tutti i vari singoli, in uno stile che è diventato il più rappresentativo della corrente City Pop. Di seguito inserisco Ame No Wednesday.

    Ame no Wednesday (1981) – Eiichi Ohtaki

    I remix delle canzoni City Pop

    Fermandoci con l’elenco, prima di chiudere, bisogna accennare le correnti dei remix.

    Con la riesumazione del City Pop, infatti, molti artisti e dj, spesso amatoriali, hanno sfruttato i vari brani per creare delle canzoni quasi completamente nuove, remixate e lanciate nell’internet. Sto parlando del genere Future Funk e Vaporwave.

    E, per essere precisi, è stato proprio grazie ad un remix del 2010 ( e dell’algortimo Youtube) che il mondo ha conosciuto il City Pop.

    Oggi, tra tutti, il più famoso è sicuramente Night Tempo, con la sua versione di Plastic Love.