Consigli su come imparare il giapponese

Imparare il giapponese è un sogno che tocca moltissime persone, ma è un traguardo raggiunto da poche. Serve tempo, dedizione, passione, fortuna.

Ecco cosa ho imparato dopo 10 anni di vita in Giappone, di cui i primi 4 a studiare intensamente, e dopo aver passato l’esame piú difficile della lingua, il JLPT N1.

Questo articolo non è ancora completo, lo porto avanti ogni tanto.

Indice

    Devo frequentare delle lezioni o posso impararlo da solo?

    Facoltà di lingue orientali?

    La scelta che la maggior parte dei ragazzi naturalmente fa è quella di iscriversi alla facoltà di lingue orientali (le più importanti sono Ca’ Foscari a Venezia, L’Orientale a Napoli, e La Sapienza a Roma ) . Questo ovviamente vale solo per i giovani che non hanno altri interessi professionali più mirati, ma vogliono buttarsi in tutto e per tutto su lingua e cultura orientale. In questo caso saranno i professori e le lezioni ad indirizzarvi verso i vostri risultati, e non questo piccolo articolo.

    Attenzione però: laurearsi in lingue orientali NON è il METODO più veloce ed effettivo per imparare il giapponese.
    Durante il vostro percorso studierete letteratura, storia, linguistica, altre lingue orientali ed altro. Senza ombra di dubbio materie interessanti ed importanti, che possono darvi una base solida su cui fondare la vostra passione per il Giappone e la vostra conoscenza della lingua, ma che comunque non vi permettono di focalizzarvi sull’obiettivo principale di cui tratta questo articolo, ossia imparare il giapponese.

    La mia esperienza riguardo allo studio del giapponese non universitario

    un foglio dei tanti su cui mi esercitavo

    Vi assicuro che io, una persona normale che ha semplicemente deciso di impegnarsi, con un bagaglio di studio di appena 2 mesi a Tokyo vacanza-studio estiva (20 ore a settimana) ed un anno e mezzo come autodidatta a Roma (frequentando solamente qualche decina di ore di lezione all’Istituto di Cultura Giapponese di Roma), quando sono andato in Giappone per iniziare il mio primo anno di studio serio sono stato assegnato allo stesso livello dei neo laureati in lingue orientali.
    Praticamente focalizzandomi per un anno e mezzo e sacrificando un’estate andando a Tokyo a studiare (che poi tuttaltro che sacrificio, fú un divertimento) ho eguagliato il livello medio di un laureato.

    Il mio consiglio sulla scelta universitaria

    Non sono pochi i laureati in lingue orientali che arrivano in Giappone, magari anche con una conoscenza del giapponese sopra la media, pensando che finalmente la loro vita avrà una svolta, troveranno un bel lavoro e via. La verità purtroppo è un’altra.

    Quando inizi a cercare lavoro sperando in un visto vieni messo di fronte ad un cruda verità: con la laurea in studi orientali oltre al giapponese non puoi fornire nessun’altra skill significativa specifica. In Giappone parlano giapponese 130 milioni di persone, praticamente tutti meglio di te, persone che nel frattempo hanno studiato od avuto esperienze lavorative in settori specifici. Allora tu, italiano, cosa puoi fornire? Beh, chiaramente puoi fornire la conoscenza della lingua italiana! Quindi sfruttando l’italiano ed il giapponese le tue opzioni sono principalmente le aziende che lavorano con l’Italia, ambito import export, ristorazione, turismo eccetera. Se lavorare in uno di questi settori fa per te allora con la giusta dose di fortuna potrai essere assunto. Non è comunque facile, c’è poca richiesta e spesso le aziende nemmeno sentono l’eccessiva necessità di avere un italiano che parla giapponese, ma preferiscono un giapponese che parla l’italiano.

    Quello che mi sento di consigliare ad un ragazzo di 18 anni è trovare un settore in cui specializzarsi e nel frattempo studiare la lingua giapponese. E poi focalizzarsi molto anche sull’inglese. Un classico potrebbe essere il percorso in informatica. Con una laurea in informatica, una conoscenza molto buona dell’inglese, una base di giapponese da autodidatta, ti basta fare 6-12 mesi di studio a Tokyo in una scuola di lingua e da li il lavoro lo trovi in un batter d’occhio. Perché? Perché hai una specializzazione.
    E se poi non ti piace il Giappone? Che ti importa! Te ne vai, cambi paese, ma intanto hai una forte base alle spalle e potresti anche lavorare con i giapponesi dall’estero.

    Autodidatta o lezioni?

    Tornando a noi, se non rientrate quindi nella categoria delle persone che si iscrivono alla facoltà di Lingue e Studi Orientali per motivi lavorativi, di età o di interessi, allora dovrete iniziare a muovervi da soli per imparare il giapponese.

    La prima cosa che vi verrà in mente senza nemmeno iniziare probabilmente sarà “devo fare un corso!! Dove? Su internet? In una scuola?!? Come faccio?!No. STOP.
    Non partite da questo, non andate a cercare subito un appoggio esterno. Mettetevi subito in testa che siete voi che dovete plasmare il vostro studio e la base su cui si fonderà l’impegno che ci dedicherete.

    Lavorate sulla vostra persona. Iniziate giocando. Informandovi tramite video, articoli di blog, materiale gratuito. Avvicinatevi per prima cosa da soli. Appassionatevi di qualcosa del Giappone ed utilizzatela come motivatore. Dovete divertirvi. Sentirvi liberi di esplorare la lingua autonomamente. Questo perché in questo percorso più avanzerete di livello e più sarete soli nello studio, con meno appoggio, circondati sempre da meno persone del vostro livello.

    Dopo magari un mesetto iniziate a cercare qualche appoggio cartaceo. Non pensate di trovare libri o corsi segreti che vi renderanno l’apprendimento più facile del dovuto, non fidatevi troppo dei corsi alla “giapponese giocando divertente” o “imparare il giapponese in 23 minuti”. Il giapponese è divertente solo grazie alla vostra motivazione ed alla vostra passione. Inoltre è facile considerare divertenti i primi mesi in cui si impara, dove è tutta una novità e le cose che si imparano sono facili (quelle che insegnano ai bambini dell’asilo/prima elementare).
    Per il resto è una lingua molto complicata che vi darà del filo da torcere in ogni momento.

    Sicuramente, come per ogni lingua, quando si cerca di capire i libri da usare per imparare il giapponese da autodidatta si viene sovrastati da tantissime alternative.

    Personalmente io consiglio assolutamente la catena MINNA NO NIHONGO. E’ il migliore di tutti, e pensate che lo usano anche all’università. E’ un libro serio e completo. Per chi inizia ci sono la versione shokyu 1 o shokyu 2 (shokyu significa grado iniziale).

    Versioni MINNA NO NIHONGO in inglese

    Le versioni qui sotto sono in inglese, e ve lo consiglio così oltre a studiare questa lingua date una ripassata all’inglese che vi sarà utile perlomeno all’inizio quando comunicate con i giapponesi.

    Versioni MINNA NO NIHONGO in italiano

    Se non conoscete per niente l’inglese o non volete proprio sfruttarlo per imparare il giapponese ci sono le versioni in italiano del Minna no Nihongo. Non ve le consiglio, ma sta a voi decidere.


    Da dove iniziare: hiragana e katakana

    La prima cosa a cui ci si deve dedicare nello studio del giapponese è l’imparare i primi due alfabeti.
    Il consiglio chiave è quello di buttarsi subito a capofitto e metterseli in testa velocemente. Questo non vuol dire con svogliatezza, ma dedicandoci minimo un’ora al giorno tutti i giorni. Se non trovate nemmeno un’ora di tempo vuol dire che non la troverete probabilmente nemmeno in futuro, e se volete veramente imparare il giapponese dovrete studiare ogni giorno più ore per anni (finché, nel migliore dei casi, non vivrete in Giappone, dove ogni giorno di vita è, con la giusta mentalità, come se fosse un giorno di ripasso).

    hiragana
    hiragana da wikipedia

    Internet è pieno di libri e video al riguardo: io consiglio di prendersi dei fogli a quadretti ed iniziare a scrivere i simboli come se foste tornati alle elementari.
    Su amazon cercando qui ci sono innumerevoli quaderni per l’esercizio, vedete voi.

    E’ importante anche evitare cattive abitudini nella scrittura: scrivete sempre assolutamente rispettando il giusto ordine dei tratti. Se trovate problemi col bilanciamento delle lunghezze oppure con le forme cercate di risolverli subito, ma dategli meno importanza. Questi errori sono più semplici da correggere dopo, mentre l’ordine dei tratti no.

    Le prime difficoltà: il katakana

    Spesso sento persone dire frasi come “sto imparando il giapponese, per ora sto all’hiragana ma col katakana proprio non riesco”. Purtroppo questo è già un primo sintomo di poca passione e dedizione, e personalmente mi fa subito capire come quella persona non andrà molto avanti nel giapponese. In futuro avrete a che fare con kanji molto ma molto più difficili, che inoltre vi scorderete in poco tempo se non riuscite a tenerveli freschi in testa (capita anche a me).

    katakana
    katakana da wikipedia


    Imparare l’hiragana ed il katakana equivale all’imparare a camminare per un bambino che vuole diventare un maratoneta. E’ proprio il primo step e deve essere completato subito. Secondo me è proprio l’atteggiamento con cui ci si pone dall’inizio che segnerà tutto il tuo destino in questa avventura di studio.

    Il giapponese è una lingua difficilissima. Secondo uno studio è tra le 4 lingue che richiedono più ore di studio del mondo per un occidentale, insieme ad Arabo, Cinese e Coreano.
    Non solo per la scrittura e la completamente diversa impostazione della frase, ma anche per il modo di esprimersi e la difficoltà per uno studente ad esercitarsi.

    Proprio per questo motivo il mondo pullula di libri, video e lezioni per i primi passi (cose che dovrebbero essere imparate in qualche mese), mentre su argomenti avanzati si trova ben poco. La maggior parte (molto grande) delle persone si blocca subito dopo, quando ci si rende conto del tempo necessario.

    L’arrivo dei Kanji

    Prima di passare ai veri simboli giapponesi bisogna aver assolutamente anche proseguito nello studio grammaticale e dei vocaboli.

    Se vi siete impegnati abbastanza, dopo qualche mese dall’inizio dello studio del giapponese potrete iniziare ad esercitarvi con i kanji. In genere però a questo punto del vostro percorso avrete frequentato, o starete per iniziare a frequentare un corso o qualcosa di simile. Inoltre avrete sicuramente notato di quanto sia facile fare errori nella scrittura dell’hiragana e del katakana; immaginate con i kanji!

    Cosa serve per scrivere i kanji e alfabeti giapponesi?

    Se vuoi esercitarti con scrittura di alfabeti e kanji giapponesi ti consiglio assolutamente di base un quaderno con fogli con guida come questo.
    Se vuoi procedere in ordine di studio, aggiungi anche per i kanji un quaderno del primo livello e/o del secondo livello così che tu possa avere le idee più chiare.

    Se inoltre vuoi cimentarti in una cosa ancor di più divertente ma anche più difficile, ti consiglio di provare l’uso della penna-pennello, che mima il pennello tradizionale giapponese. Lo trovi qui, ma sappi che questo richiede una bravura migliore nel tratto e quindi in quel caso ti consiglio di guardare, e con più attenzione, video specifici sulla scrittura con pennello.

    Se vuoi veramente imparare il giapponese è di vitale importanza amare i kanji.

    Quanto tempo serve per impararlo?

    Tanto. Così tanto da non poter riuscire nemmeno a prevederlo, il tempo necessario si basa infatti solo sulla vostra persona ed esperienza.

    E’ importante dire comunque che il giapponese non è una lingua da imparare come hobby, da corsino una volta a settimana. Deve diventare uno dei principali obiettivi di vita, quindi, assolutamente importante il corso una volta ogni tanto, ma il resto dei giorni devi esercitarti da solo. Solo così si migliora senza dimenticarsi ciò che si ha imparato. Inoltre ricordatevi che se non andate a vivere in Giappone (magari poi dopo qualche anno potete anche ritornare in Italia) non farete mai quel salto indispensabile per l’apprendimento.

    Io personalmente dopo due anni (tra cui 1 anno di studio 20 ore a settimana in una scuola a Tokyo) ero riuscito a poter comunicare con giapponesi riuscendo a trasmettere la mia personalità, comprendere più o meno le differenze di espressione e anche a discutere embrionalmente su temi in maniera lievemente approfondita.

    Dopo 4 anni e mezzo, sempre studiando ogni giorno e vivendo in Giappone, sono riuscito a raggiungere il livello più alto della certificazione JLPT ossia l’N1. Ma io veramente consideravo l’apprendimento del giapponese come mio più grande scopo del momento.

    Che metodo di studio usare?

    Non essendo un insegnante certificato ma solamente un senpai che ha percorso prima di voi questa strada, non mi sento di poter consigliare un metodo di studio preciso.
    Quello che ho fatto io è stata una tecnica che potrei chiamare tecnica del calderone, ossia mantenere vivo il divertimento dell’apprendere intercambiando varie strategie.
    Scrivevo parole a caso su un foglio per esercitare scrittura e memorizzare il significato, poi guardavo un video didattico, poi sfogliavo un dizionario, poi giocavo ad un gioco in giapponese, poi esercizi su un libro, poi andavo a lezione, poi un film sottotitolato… e via dicendo. Ho sempre notato come per me fosse importante variare per mantenere viva la motivazione ed il divertimento a tutti i costi.

    Il tesoro più grande, la conversazione in giapponese (e con giapponesi)

    Per quanto sia importante imparare la grammatica, i vocaboli e scrivere, ricordatevi che il segreto è esercitare conversazione. Riuscire a parlare è l’abilità più preziosa, ed è quello che differenzia chi è sarà capace di mettere in pratica i suoi studi con chi invece no. Quindi se avete amici che studiano come voi parlateci in giapponese il più possibile ed evitate come compagni di studi quelle persone che alla minima difficoltà usano l’italiano.
    E poi, cercate di fare conoscenza con giapponesi interessati all’Italia che non parlano ancora bene l’italiano.

    Chiaramente, il metodo migliore è andare in Giappone, come dico nel punto successivo.

    Il passo indispensabile per impararlo veramente

    Se c’è una cosa oggettiva sullo studio del giapponese è che per impararlo veramente bisogna aver vissuto in Giappone, almeno per qualche anno. Quindi un altro consiglio che posso dare è quello di fare un’esperienza di vita in Giappone, non turistica, ma perlomeno di vacanza studio di almeno un mese il prima possibile. Io sono andato in Giappone per 30 giorni dopo aver iniziato a studiarlo 6 mesi prima in Italia da autodidatta, e quell’esperienza mi ha totalmente proiettato su di un’altra dimensione. Consiglierei a chiunque di fare come me.